Marco Francia

Pensieri, parole, emozioni

Mentre il Governo si appresta a estendere ad altri settori l’obbligo della certificazione verde, a prescindere da qualsiasi valutazione sull’andamento epidemico e sull’adesione – vastissima – alla campagna di vaccinazione anti-Covid, l’avvicinamento all’inizio dell’anno scolastico
è scandito, come abitudine, da pesantissimi ritardi.

Degli investimenti promessi su assunzioni, infrastrutture e tutto ciò che potesse essere lontanamente utile al miglioramento dell’offerta
formativa per bambini e ragazzi e alla messa in sicurezza degli edifici che li ospitano, nemmeno l’ombra. Il Governo ha preferito puntare la
propria attenzione sulla coercizione alla vaccinazione del personale docente e ATA, nonostante un’adesione che era già pressocché totale, anche prima dell’entrata in vigore del Green Pass.

Il personale della scuola non ancora vaccinato, infatti, non arriva al 10%; all’interno di questa percentuale sono compresi anche le persone
che non possono vaccinare e i guariti. Insomma, i veri e propri “no-vax” si contano sulle dita di una mano, ma l’emergenza da risolvere per
l’esecutivo è questa, al netto di tante promesse cadute – come al solito – nel vuoto. Una situazione denunciata dai sindacati della scuola e di cui ho parlato, per quanto concerne in particolare il territorio di Bologna, con Serafino Veltri della Uil Scuola.

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