Con tutti i cervelli in fuga dall’Italia, perché proprio quello di Burioni è rimasto in Italia? Perché? Cosa abbiamo fatto di male?
Qualcuno spieghi al simpatico professore – come a Serra e a Gramellini, che oggi, con una sincronia davvero sorprendente hanno espresso, su Repubblica e Corriere, il medesimo concetto – che chi si è vaccinato contro il Covid è una sicuramente una persona magnifica, meritevole di ogni lode, se non della beatificazione per il suo spiccato e disinteressato altruismo; è di certo tutto questo, ma non un cittadino che ha fatto il proprio dovere. Perché, chiederete? Perché la vaccinazione anti-Covid, fatta eccezione per il personale sanitario per cui è previsto l’obbligo, non è un dovere.
Non lo dico io, ma le leggi che lo Stato si è dato fino a oggi. Si può parlare al massimo di dovere morale, anche se in uno Stato che si professa laico è più chiacchiera da bar che altro, non di dovere nel senso giuridico del termine. Il paragone con le tasse e l’evasione fiscale, poi, non è che l’ennesima baggianata [cari saluti al ducetto di Campogalliano] che ci è stata propinata dal popolo degli illuminati. Sarebbe un po’ come pretendere che venga comminata una multa a una persona, perché non fa beneficenza (atto assolutamente meritorio e lodevole, ci mancherebbe).
Non ho scelto a caso la beneficenza, perché una delle possibili critiche che potrebbero essermi mosse è: “E l’articolo 2 della Costituzione?“. In effetti, nel suddetto articolo si parla di “adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“. La vaccinazione anti-Covid può, in una certa misura, rientrare tra questi. E’ chiaro da subito, però, che la Carta costituzionale non parli di doveri ben precisi, immediatamente identificabili: un cittadino può assolvere al proprio dovere di solidarietà lavorando e pagando le tasse, contribuendo così, per esempio, alle spese necessarie per la sanità e per l’acquisto degli stessi vaccini.
Le 80 e passa milioni di dosi di vaccino anti-Covid che abbiamo somministrato, checché ne dicano Burioni & Co., non erano gratuite, ma sono state pagate alle case farmaceutiche che le hanno prodotto con il denaro pubblico. Denaro raccolto anche grazie a chi, durante il lockdown e i mesi più duri dell’emergenza Covid, ha continuato a lavorare – come il sottoscritto, o i portuali di Trieste, Genova e delle altre città italiane – in un contesto di potenziale pericolo molto, molto più elevato rispetto a quello attuale.
Burioni, come da lui stesso suggerito più volte, si limiti a parlare di quel che conosce, : meglio il cinema della virologia eh, perché in quest’ultimo ambito, di sciocchezze (e bugie), gliene sono scappate fin troppe. Ripeto: siete stati magnifici, davvero magnifici a correre il rischio di farvi inoculare un prodotto farmaceutico “efficacissimo e sicurissimo” (ma allora che rischio c’è?!), “testato come nessun altro farmaco nella storia dell’umanità” (tanto che Burioni & Co. sono stati costretti a bombardarci giornalmente sulla bontà dei vaccini a mRNA, mentre per il povero Vaxzevria e per il vaccino di Janssen nessuno si è sentito in dovere di produrre lo stesso hype) e con tante altre qualità nascoste che ancora ignoriamo.
Lo sappiamo che, anche se non ve l’ha chiesto nessuno, lo avete fatto per noi poveri bifolchi, riottosi, complottisti, fascisti, egoisti, pornostar…, e di questo, davvero, vi siamo grati: senza di voi non saremmo mai usciti dalla pandemia – pensandoci bene, non ci siamo ancora usciti, nemmeno in Italia, dove si è vaccinato l’85% di chi poteva farlo. Un giorno vi dedicheranno vie e piazze, verrete ricordati come i salvatori del pianeta e il genere umano potrà ricordarvi come gli eroi dei nostri tempi, gli illuminati che hanno sconfitto l’ignoranza.
Ora, però, piantatela di rompere le palle a chi non vuole vaccinarsi o chi è contrario al Certificato Verde.
Grazie.