Lo confesso candidamente: ho trovato rivoltante la proposta dei sindaci dell’API (l’Associazione per le Autonomie) di estendere l’obbligo di possesso Green Pass per alunni e studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Con questo spirito, mi sono approcciato al confronto, per lavoro, con il sindaco di Bologna Matteo Lepore, all’indomani dell’adesione a mezzo stampa del primo cittadino all’appello dell’API. L’occasione, questa mattina, è stata un appuntamento del sindaco al Parco Primo Levi di via del Terrapieno, per la piantumazione di alcuni alberi.
L’intitolazione a Levi del parco mi ha spinto a chiedere al sindaco come, secondo lui, il chimico e scrittore torinese, prigoniero per più di un anno del campo di concentramento di Auschwitz, avrebbe commentato la proposta dei sindaci. Levi, fino alla morte, ha instancabilmente raccontato la sua esperienza nei lager, ammonendo al tempo stesso sul pericolo del ritorno di un fascismo, non per forza uguale a quello del Ventennio, ma ugualmente pericoloso. «Il fascismo è la consacrazione del privilegio e della disuguaglianza», aveva detto Levi, in una celebre intervista alla Rai.
«Credo che questa sia una domanda non propriamente adeguata al momento che stiamo vivendo», ha risposto Lepore, aggiungendo: «Bisognerebbe andare nelle corsie degli ospedali e vedere i bambini intubati, per rendersi conto che siamo di fronte a un rischio per la vita di tutti quanti». Lo ammetto: il pensiero di avere, in quel momento, i miei tre figli a scuola mi ha terrorizzato. La loro vita era a rischio! Fortunatamente, sono riuscito a tenere saldi i nervi, ad ascoltare tutto ciò che Lepore aveva da dire – tra poco ci ritorneremo – e a cercare il modo più adeguato per seguire il suo suggerimento.
Non potendo visitare le corsie degli ospedali per ovvie ragioni di sicurezza, ho contattato le aziende sanitarie e ospedaliere del territorio, per sapere quanti bambini e ragazzi sotto i 18 anni fossero ricoverati per Covid nelle pediatrie della Città metropolitana di Bologna. I genitori del territorio avevano tutto il diritto di sapere quale rischio stessero correndo i loro figli andando a scuola! Bene, sia l’ufficio stampa del Policlinico di Sant’Orsola, sia quello dell’Ausl di Bologna, mi hanno risposto che attualmente nessun under18 è ricoverato per Covid nelle loro strutture. Alcuni, tra bambini e ragazzi, accedono ogni giorni nei pronto soccorso ospedalieri, ma tutti o quasi vengono immediatamente rimandati a casa. Nelle settimane scorse, un ragazzino è stato costretto alla c-pap per qualche giorno, con esito favorevole, e un altro Covid+ è stato ricoverato per ragioni non Covid relate.
Un’immagine fotografata in maniera nitida, nel pomeriggio, anche dal direttore dell’Ausl di Bologna Paolo Bordon. «Al momento non abbiamo nessun bambino ricoverato con sintomatologia Covid», ha detto Bordon, rispondendo a una mia domanda sul tema, a margine dell’inaugurazione del nuovo centro vaccinale di Casalecchio di Reno. «Sui piccoli – ha aggiunto il direttore dell’Ausl di Bologna – abbiamo un altro tipo di emergenza, quella delle brionchioliti (causate, nei piccolissimi, dal Virus Respiratorio Sincinziale, ndr). Nella nostra pediatria abbiamo più del doppio dei ricoverati, rispetto alla normale disponibilità di letti. Come una pandemia nella pandemia», ha suggerito Bordon, sottolineando come l’epidemia da Virus Respiratorio Sinciziale abbia colpito Bologna, come il resto del Nord Italia, a partire da settembre, con almeno un paio di mesi di anticipo rispetto a un epidemia che, in genere, ha il suo picco tra gennaio e febbraio.
Chiusa questa doverosa parentesi, torniamo a Lepore. È accettabile che il sindaco di una Città metropolitana terrorizzi la popolazione con affermazioni false, per giustificare una proposta politica che, dal punto di vista sanitario prima e costituzionale poi, è semplicemente irricevibile? La responsabilità che il ruolo istituzionale ricoperto da Lepore implica, richiederebbe tutt’altro tipo di comportamento. «La vaccinazione può salvare tante vite», ha aggiunto Lepore, in coda alle dichiarazioni riportate in precedenza. Se questa affermazione è vera per vaccini diversi da quello anti-Covid e per gli stessi prodotti attualmente disponibili per ridurre l’incidenza della malattia sintomatica da Sars-Cov-2, non si può dire altrettanto, con eguale certezza, riguardo agli effetti di questi farmaci nella popolazione pediatrica. Per quanto il messaggio veicolato dai media main stream sia uno e soltanto uno, il dibattito in merito nella comunità scientifica è tutt’altro che chiuso.
Dopo aver dato il meglio di sé, il sindaco ha poi voluto completare l’opera con una serie di considerazioni sulle attuali criticità in seno alla scuola pubblica: «A Bologna abbiamo, purtroppo, centinaia di famiglie a casa in quarantena, anche a causa di un tracciamento che non sta funzionando a dovere». Caro sindaco, è normale che 1) dopo due anni di pandemia, 2) in un momento in cui centinaia di migliaia di persone sono costrette a sottoporsi ogni due giorni, a proprie spese, a un inutile screening con tamponi rapidi per poter lavorare, usufruire dei mezzi pubblici e partecipare – molto parzialmente – ad alcune attività sociali, 3) con una parte, sia pur minoritaria, di personale sanitario escluso, in un momento di emergenza, dal lavoro; è normale, chiedevo, che in un contesto del genere, il sistema di tracciamento nelle scuole, di fatto, non esista?
I dirigenti scolastici, peraltro, dispongono le quarantene per intere classi, anche in presenza di un solo caso di positività riscontrato nelle stesse, quando i protocolli ministeriali, pur lasciando ampio margine di manovra ai presidi, indicano in tre i numeri di casi per l’attivazione della quarantena per l’intera classe. Insomma, a due anni dall’inizio dell’emergenza pandemica, con quasi il 90% della popolazione over12 vaccinata, la quarantena è ancora il più importante strumento – se non l’unico – di contenimento più utilizzato in ambito scolastico. «Ci sono tanti ragazzi delle scuole medie e superiori, che si stanno astenendo dall’andare a scuola», ha sottolineato Lepore. Complimenti sindaco! C’è da andarne fieri!
«C’è, in questo momento, anche il fenomeno del ritiro sociale dei ragazzi», ha aggiunto ancora Lepore, «che sta ferendo profondamente tantissime persone e, quindi, pensare che, in questa fase, si possa guardare con indifferenza a ciò che sta succedendo nel mondo della scuola, è sbagliato». A chi è rivolta quest’accusa, sindaco? Considerando l’immobilismo delle istituzioni tutte sul fronte scuola, con istituti uguali identici a due anni fa, lavori di adeguamento e ampliamento degli spazi fermi, in ritardo o mai partiti, classi popolate da 25-30 studenti, assunzioni di personale ampiamente insufficienti e chi più ne ha più ne metta, pare più una confessione, che un atto di accusa – rivolto a chi, non si sa. Se la scuola, in qualche modo, funziona ancora, è solo ed esclusivamente grazie all’instancabile lavoro della maggioranza del personale della scuola, all’impegno delle famiglie e al quotidiano sacrificio dei bambini, costretti a vivere la scuola con modalità che, non più tardi di due anni fa, sarebbero state ritenute inaccettabili.
Tutto qui? Certo che no! Manca ancora la ciliegina sulla torta. «A parlare – ha precisato lo scaltro Lepore – è una persona che considera fondamentale l’obbligo vaccinale. Nel nostro Paese non è possibile realizzarlo», ha sottolineato sconsolato Lepore. «Esiste però già nella scuola un numero importante di malattie per cui si viene vaccinati con l’obbligatorietà». Soprassedendo sul farraginoso uso della nostra lingua, non ho potuto esimermi dal far notare a Lepore che questa obbligatorietà non compromette la possibilità, per bambini e ragazzi, di frequentare la scuola dell’obbligo. «La scuola è aperta a tutti», ho fatto a notare a Lepore, citando l’incipit dell’articolo 34 della Costituzione.
«La scuola è aperta a tutte le persone che devono rispettare gli altri», ha asserito Lepore, interpretando in modo del tutto personale la Carta costituzionale. «La DAD è una realtà di fatto, non potendoci essere l’obbligo vaccinale», la brillante chiosa finale di Lepore, che sembra non essersi ancora accorto che i prodotti vaccinali anti-Covid attualmente disponibili, oltre a essere obsoleti (perché realizzati sulla base di una variante virale molto diversa da quelle attualmente circolanti), conferiscono una protezione transitoria, e tutt’altro che ottimale, sulla possibilità di contrarre e diffondere il virus. Se questo è un sindaco…