Marko Arnautovic ha chiesto di essere ceduto. Tra ieri e oggi, la notizia è rimbalzata su diverse testate, scatenando la reazione dei tifosi rossoblù. Nonostante ne abbia parlato addirittura Open, non si tratta di una fake news; al netto di alcuni dettagli (che tra poco chiarirò), quanto apparso su giornali e siti web è vero: i Red Devils vogliono Arnautovic, ricambiati dal centravanti austriaco, mentre il Bologna non vuole privarsi del suo giocatore più forte.
La proposta di circa 9 milioni per l’acquisto di Arnautovic non è stata avanzata dallo United ieri, ma alcuni giorni fa, gli stessi in cui il numero 9 rossoblù ha comunicato alla società di voler tornare in terra d’Albione. Svariate le motivazioni alla base di questa decisione: la voglia di Inghilterra della famiglia Arnautovic; l’offerta di un club prestigioso come il ManUtd, allettante non solo dal punto di vista economico, ma anche sportivo; l’assenza di legami forti tra Arnautovic e società rossoblù: Sabatini e Mihajlovic, le due persone che l’anno scorso lo avevano convinto – anche grazie ai soldi di Saputo – a vestirsi di rossoblù, non sono più a Casteldebole da mesi o sono costretti dalla vita a starvi molto più lontani di quanto vorrebbero. A queste ragioni, di per sé più che sufficienti a giustificare la presa di posizione di Arnautovic, possiamo anche aggiungere l’aria non proprio serena che si respira nello spogliatoio rossoblù, di certo non in subbuglio, ma sicuramente condizionato dalla prolungata assenza dell’allenatore e incapace di trovare al suo interno figure carismatiche che possano trascinare il resto del gruppo. Nelle intenzioni della società, Arnautovic doveva – giustamente – essere una di queste ma, con questi presupposti, è difficile pensare di poterci fare compiutamente affidamento.
Prima di ogni altra valutazione della situazione, torno un secondo sui fatti e sulla genesi della notizia riportata oggi dalle varie testate, sportive e non. A imbeccarle è stata proprio la società rossoblù: da Casteldebole, il verbo è stato diffuso ai media dai dirigenti, ben consapevoli di cosa significherebbe per la piazza la cessione del giocatore più forte, dichiarato a più riprese incedibile; e il Bologna, in effetti, non ha nessuna intenzione di vendere il proprio centravanti, ancor di più a una settimana dall’inizio del campionato. Informati dai fratelli Arnautovic della situazione, Fenucci, Sartori e Di Vaio hanno immediatamente proposto un adeguamento del contratto che lega il 33enne centravanti viennese al Bologna fino a giugno 2024, con annesso prolungamento di un anno dello stesso; offerta che, però, per le ragioni di cui sopra, non è stata accettata.
La volontà di Arnautovic è chiarissima e i primi a esserne consci sono i dirigenti rossoblù, che non possono però accontentare le sue richieste, senza prima 1) provare a convincerlo a rimanere, 2) ottenere quanto più possibile dalla cessione del suo cartellino e 3) trovare un sostituto valido e subito disponibile. Con il passare dei giorni, le strade del Bologna e di Arnautovic potrebbero definitivamente allontanarsi con reciproca soddisfazione, a patto che Sartori & Co. diano una sterzata decisa al mercato in entrata. Non è vero, infatti, che 9 milioni di euro non sarebbero sufficienti per reperire un’alternativa: la stessa operazione Arnautovic, acquistato un anno fa per una cifra decisamente più bassa, ne è una dimostrazione, ma è sufficiente scorrere la classifica marcatori dello scorso campionato per comprendere che gli attaccanti da doppia cifra “a buon mercato” non mancano.
Tanto più per una società che ha già incassato una cinquantina di milioni di euro dalle cessioni e potrebbe riceverne un’altra decina dalla vendita di Orsolini. Una società che, è bene ricordarlo, ha sempre dichiarato di puntare sui giovani e che adesso, invece, potrebbe ritrovarsi nella condizione di trattenere a tutti i costi un 33enne senza grosse motivazioni, dopo aver lasciato partire – a fronte di offerte più che buone – il suo miglior difensore di 22 anni, un esterno di centrocampo ambidestro, classe 2002, autore di 5 reti nella passata stagione, e un centrocampista 23enne in cui la società ha sempre creduto. Mi rifiuto di pensare che a Casteldebole siano così a corto di idee, da non riuscire a trovare un’alternativa spendibile e più futuribile di Marko Arnautovic; più di qualsiasi cessione, sarebbe questo un segnale molto preoccupante per il futuro sportivo del club. Il Bologna può fare a meno di Arnautovic: si inizi a lavorare seriamente in questo senso.