Marco Francia

Pensieri, parole, emozioni

Il Bologna ha deciso di interrompere il proprio rapporto lavorativo con Mihajlovic. Si cercherà la formula migliore per entrambe le parti, perché nessuno in società vuole male all’allenatore, ma la decisione è presa.

La ricerca del sostituto si è intensificata negli ultimi giorni e ancor più nelle ultime ore, dopo il pareggio di La Spezia. Il nome in cima alla lista è De Zerbi ma, come accennavo l’altro giorno, non è così semplice trovare un sostituto che venga ritenuto all’altezza e che sia disposto a venire a Bologna in questo momento. In queste ore, comunque, Fenucci e De Zerbi si sono sentiti più volte e, a quanto mi risulta, anche visti a pranzo. Nelle prossime ore ne sapremo di più. L’impressione è che si possa arrivare a breve a un accordo, non così lontano già all’inizio di quest’estate, prima che la dirigenza rossoblù decidesse di proseguire con Mihajlovic, nonostante non fossero stati raggiunti gli obiettivi prefissati.

La società si è comportata benissimo con Mihajlovic, sempre; molto più di una parte della città che ha dimenticato che, senza di lui, saremmo finiti dritti in B. Quest’estate ha sbagliato a costruire in ritardo la squadra, vista la durissima prova a cui è stato nuovamente chiamato l’allenatore, ma con lui è stata impeccabile, umanamente e professionalmente, al netto delle più che fisiologiche differenze di vedute sulla gestione tecnica della squadra. Questa deve essere, a mio avviso, la base per valutare in maniera corretta qualsiasi decisione verrà presa nelle prossime ore. Si può anche interrompere un rapporto lavorativo, senza compromettere quello umano. Mi auguro possa andare davvero così e che la piazza aiuti in questo processo, qualora dovesse – come sembra – compiersi.

Per il resto, la squadra non potrà che beneficiare dall’arrivo di un nuovo allenatore, a patto che questo abbia la capacità di toccare le corse giuste. Non servono chissà che rivoluzioni tattiche e tecniche: sarà sufficiente riaccendere un po’ di sano spirito competitivo nel gruppo e risollevare il morale di quei giocatori, come Barrow e Orsolini, che negli ultimi mesi si sono smarriti – anche per vicissitudini personali non banali – ma dall’indubbio valore tecnico. A prescindere dalle convinzioni tattiche e dal modo di intendere il calcio, De Zerbi è il profilo giusto per questo Bologna. Non l’unico, ma probabilmente il migliore.

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