A inizio 2020, discutendo con una collega circa l’origine di Sars-Cov-2 (che, allora, si chiamava ancora “novel coronavirus”, o qualcosa del genere), le scrissi che era inutile perdere tempo nel farlo, perché tanto, se anche si fosse trattato di una fuga da laboratorio, non lo avremmo mai saputo: la rivelazione di un simile segreto avrebbe scatenato il caos.
Mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo!
Oggi, come nulla fosse, le stesse testate giornalistiche che per tre anni hanno tacciato di complottismo chi sostenesse questa ipotesi (o anche solo la necessità di prenderla in considerazione e investigarla), ci vengono a dire – molto timidamente, a dire il vero – che quella della fuga dal laboratorio di Wuhan è l’ipotesi “più probabile” per l’origine della pandemia Covid. Lo scoop è del Wall Street Journal, che riporta (con tempistica sospetta, viste le rinnovate tensioni tra USA e Cina, ma questa è un’altra storia) le risultanze sul caso del Dipartimento dell’Energia a stelle e strisce. Pipistrello e pangolino assolti, per la gioia di tutte le associazioni animaliste.
Reazioni? Nessuna. Il più totale disinteresse. Milioni di persone sono morte, le nostre vite stravolte, sacrifici di una vita cancellati come nulla fosse, ma a nessuno sembra importare nulla. Una scrollata di spalle e via, si riparte.
Del resto, è andata esattamente allo stesso modo con le rivelazioni di Assange e Wikileaks, di Snowden e di altri coraggiosi autolesionisti, che hanno sacrificato la propria libertà, la propria vita, per rivelare segreti torbidi, senza che questo smuovesse le coscienze di nessuno o quasi. Possono fare di noi ciò che vogliono, come vogliono, quando vogliono. Possono tutto, anche e soprattutto grazie al lavoro nell’ombra di centinaia di milioni di kapò – nostri genitori, fratelli e sorelli, figli, amici – che non solo accettano in silenzio qualsiasi imposizione dall’alto, ma sono pure pronti a fottere chiunque, nell’illusione di trarne un vantaggio e, magari, di compiacere quel potere che tanto temono.
In tre parole, la prigione perfetta. La libertà è un concetto tanto astratto, quanto sopravvalutato.