In una delle tante discussioni sui social sul tema “Green Pass”, uno degli interlocutori con cui mi stavo confrontando ha scritto: «Non è questione di questo o quello, ma di buon senso». Poco dopo, un altra persona ha rinforzato il concetto: «Magari la nostra Repubblica fosse fondata sul buon senso!». In effetti sì, sarebbe proprio una gran bazza. Dopo tutto, nell’ultimo anno e mezzo è andato proprio tutto benone, proprio grazie al buon senso; e anche prima, a ben vedere.
A chi brandiva la spada del buon senso per contrastare la mia incurabile irresponsabilità, ho posto una (lunga) serie di domande, a cui ovviamente non ho avuto risposta. Le riporto qui, perché mi va.
È stato il buon senso a guidare chi, negli ultimi vent’anni, ha tagliato tutto il tagliabile (e anche più) nella Sanità pubblica?
È stato il buon senso a guidare chi, nel gennaio-febbraio 2020, non chiudeva i confini nazionali in corso di emergenza sanitaria globale, ma anzi invitava ad abbracciare i cinesi e ad andare a mangiare nei loro ristoranti?
È stato il buon senso a guidare chi, a fine febbraio dello scorso anno, ha deciso di non porre la Bergamasca in zona rossa (come era invece stato fatto nel Lodigiano e a Vo Euganeo), perché altrimenti Confindustria si arrabbiava?
È stato il buon senso a guidare chi, sempre nello stesso periodo, diceva che il rischio di contrarre il coronavirus in Italia era “zero”?
È stato il buon senso a guidare chi, ancora a febbraio dell’anno scorso, si faceva fotografare intento a bridare con lo spritz, al grido #Milanononsiferma?
È stato il buon senso a guidare chi, ancora nel febbraio 2020 (il 28, per la precisione, con le scuole già chiuse), appena eletto, ha deciso di convocare, in presenza, l’assemblea legislativa di insediamento della nuova Giunta, dopo la rielezione a presidente dell’Emilia-Romagna? (assemblea da cui è nato un piccolo focolaio, nel quale sono stati contagiati, tra gli altri, gli assessori Lori e Donini)
È stato il buon senso a guidare lo stesso Donini a partecipare ad almeno due conferenze stampa in quei giorni, nonostante la sua collega Lori fosse già sintomatica?
È stato il buon senso a guidare chi, sempre in quei giorni, provocava file chilometriche a Bologna, per la consegna della Card Cultura, ovviamente al grido #Bolognanonsiferma?
È stato il buon senso a guidare chi, poche settimane dopo, obbligava agli arresti domiciliari bambini e ragazzi, privandoli di qualsivoglia relazione sociale, se non attraverso uno schermo?
È stato il buon senso a guidare chi, allo stesso modo, criminalizzava i malefici runners, nonostante le miriadi di studi che dimostrano l’importanza dell’attività fisica nella prevenzione di tantissime malattie, anche molto diffuse, e il rischio pressocché nullo (già noto allora) delle attività all’aperto, sportive e non?
È stato il buon senso a guidare chi, a partire da maggio e per tutto il resto del 2020, ha ripetuto come un mantra: «Il virus non muta, o se muta, muta poco», salvo poi passare tutto il 2021 ha parlare di varianti e del loro pericolo?
È stato il buon senso a guidare il Ministro Speranza, nell’estate del 2020 (quella della sanificazione delle spiagge, giusto per ricordare una delle tante misure illuminate di questi 18 mesi), a scrivere un libro sulla fine della pandemia, salvo poi annullarne frettolosamente la pubblicazione?
È stato il buon senso a guidare la scelta di chiudere i parchi, di vietare le attività all’aperto allo stesso modo di quelle al chiuso, nonostante fosse già evidente l’enorme differenza tra contagio al chiuso e all’aperto?
È stato il buon senso a guidare i medici che, per paura di infettarsi (mettiamola così), non si sono degnati nemmeno di dedicare una telefonata (non dico visitare eh, anche solo una telefonata) ai loro pazienti a casa malati, compresi quelli che per età e comorbidità erano più a rischio?
È stato il buon senso a guidare chi, all’inizio della pandemia, dichiarava che le mascherine non servivano a nulla, salvo poi rimangiarsi tutto e giustificare le regole che ne imponevano l’utilizzo anche a chi facesse una passeggiata da solo in un bosco?
È stato il buon senso a guidare chi, come Ausl di Bologna e Policlinico di Sant’Orsola, ha convocato, nel pieno della pandemia, conferenze stampa in luoghi chiusi, angusti e quindi affollati, a volte anche all’interno delle strutture ospedaliere?
È stato il buon senso a guidare chi, all’inizio della scorso autunno, ha consigliato a tutti di vaccinarsi contro l’influenza, pur sapendo che era impossibile vaccinare più di 1/3-1/4 della popolazione (come poi è stato) e che in Australia, dove l’epidemia annuale di influenza arriva prima che da noi, non c’erano praticamente stati casi di influenza, grazie alle misure di sicurezza attuate per il Covid?
È stato il buon senso a guidare chi, nell’organizzazione della campagna vaccinale, aveva pensato di destinare 500 milioni di euro alla costruzione di appositi spazi in cui eseguire le vaccinazioni?
È stato il buon senso a guidare chi, nell’inverno del 2021, ha bellamente ignorato qualsiasi report giungesse dal Regno Unito sulla maggiore contagiosità della variante Alfa (tra questi anche un Professore dell’Università di Bologna, ora candidato in una lista del PD alle amministrative di Bologna, che sosteneva che le varianti fossero tutta una montatura Brexit-indotta), per poi chiudere di nuovo tutto, quando ormai era troppo tardi, a marzo e aprile?
È stato il buon senso a guidare chi, alla guida di varie aziende, ha coperto i casi di positività dei propri dipendenti, per evitare che le aziende chiudessero anche solo temporaneamente, mentre le scuole venivano chiuse perché ritenute fonte di contagio, solo perché i figli contraevano il virus dai genitori che lo prendevano al lavoro?
È stato il buon senso a guidare chi, all’inizio della campagna vaccinale, ha ritenuto prioritario vaccinare il personale delle scuole (peraltro chiuse, in quel momento), anziché dare la massima precedenza possibile ad anziani e fragili, come poi – per fortuna – si è fatto più tardi?
È stato il buon senso a guidare chi, sempre nei primi mesi di campagna vaccinale, ha deciso di vaccinare gli under55 con un prodotto – Vaxzevria di Astrazeneca – che aveva già dimostrato di dare alcuni problemi abbastanza seri in alcune categorie (donne giovani, tra l’altro tra le più protette dagli effetti gravi di Covid), accusando chi chiedeva di valutare con più attenzione la situazione di essere un no-vax?
È stato il buon senso a guidare chi, nonostante il suddetto prodotto di Astrazeneca (insieme a quello di Janssen) fosse stato poi destinato esclusivamente agli over60, ha organizzato magnifici Open Day per i più giovani, che nel migliore dei casi hanno prodotto calche oceaniche (vedi Open Day alla Fiera di Bologna) e nei peggiori hanno provocato la morte di una ragazza di 18 anni, in Liguria?
È stato il buon senso a guidare chi, nonostante i casi pressocché nulli di reinfezioni gravi nei guariti e i moniti di noti no-vax e negazionasti come il professor Galli, ha deciso di vaccinare con doppia dose anche i guariti dal Covid, senza uno straccio di evidenza scientifica in tal senso?
È stato il buon senso a guidare chi, nonostante sperimentazioni che hanno coinvolto poco più di 2mila ragazzi (di cui solo la metà ha ricevuto il prodotto) nel caso di Pfizer e quasi 4mila (2/3 di loro hanno ricevuto il prodotto) per ModeRna, ha deciso di estendere la vaccinazione con doppia dose ai ragazzi dai 12 ai 16-18 anni, nonostante da Israele e USA arrivassero già i primi report su casi di miocardite e su altri effetti avversi dovuti a questi vaccini, soprattutto nei più giovani?
È il buon senso a guidare il Regno Unito nella decisione di vaccinare i ragazzi solo con una dose, in virtù del bilancio rischi/benefici chiaramente sfavorevole nelcaso di somministrazione della seconda dose? Sono furbi loro e scemi noi, che continuiamo a vaccinarli con due dosi, come atto di fede? O è vero il contrario?
È stato il buon senso a guidare chi, nel legiferare sul Green Pass, ha deciso di sottoporre al ricatto della morte sociale anche ragazzi (già pesantemente colpiti in questo senso nell’ultimo anno e mezzo) e donne in gravidanza, queste ultime notoriamente persone emotivamente fragili in un momento molto delicato delle loro vite? Il tutto in assenza di evidenze solide sulla sicurezza della vaccinazione in queste categorie, anche per ovvie ragioni di tempo.
Sicuramente avrei potuto porre tante altre domande, ugualmente pertinenti. Altre, soprattutto sul tema scuola e ragazzi, le ho volutamente escluse per ragioni di brevità. Nell’ultimo anno e mezzo, gli esempi di “buon senso” non sono certo mancati.